Dati sul PIL e l’inflazione UE… buoni, ma è abbastanza per la BCE?
Se avete fatto caso, durante settembre e soprattutto durante questo mese, i dati economici dell’Eurozona hanno mostrato finalmente una ripresa nell’attività economica. L’abbiamo detto molte volte nelle ultime poche settimane perchè anche se non è esattamente quello che voleva la BCE (Banca Centrale Europea) è comunque un gran bel cambiamento.
L’economia dell’Eurozona era quasi al tappeto qualche mese fa, mentre ora è in una posizione abbastanza buona da spingere la BCE a pensare che forse dovrebbe cambiare la politica monetaria. Comunque, l’economia non ha ancora raggiunto quei livelli, quindi la decisione della BCE dipende dai dati.
Poco fa, sono stati rilasciati i numeri del PIL e dell’inflazione dell’UE. Erano abbastanza buoni da far prendere una decisione alla BCE?
Vediamo. Sia il numero principale dell’inflazione (CPI) che l’inflazione di base (CPI di base), che elimina i prezzi dell’energia in particolare (petrolio e gas), sono risultati come previsto dello 0.5% e 0.8% rispettivamente. Questo non è esattamente quello che vedremmo in un’economia normale, ma l’economia mondiale non è normale da circa un decennio e, in alcuni casi come il Giappone, questa cosa va avanti da circa tre decenni.
Quindi, non sono grandiosi, ma non sono nemmeno così male. Perciò, cosa significano questi numeri per la BCE e l’Euro?
Prima di tutto, all’Euro semplicemente non importa: viene scambiato in uno stretto range di 15 pips da tutta la mattinata. Questo tipo di price action, soprattutto dopo il rilascio, ci dice che questo giro di dati non cambia i pesi sulla bilancia da nessuno dei lati. Il PIL flash per l’UE del Q3, che ho dimenticato di nominare, è risultato dell’1.6%, e anche questo numero non cambia i giochi.
La mia opinione in merito? Ci sono ancora 5 mesi prima della fine dell’attuale programma QE (Quantitative Easing) e altri 2 mesi prima del meeting di dicembre. Quindi potrebbero cambiare un sacco di cose prima di allora. Guardando le carte che abbiamo in mano al momento, posso dire con forza che Draghi manterrà il programma QE per un po’ dopo marzo.
Ci saranno molte incertezze e punti forti nella dichiarazione della BCE di dicembre. Questo perchè anche se l’inflazione guadagna ogni mese non sarà nemmeno lontanamente vicina all’obiettivo del 2%. Questo non è nè positivo nè negativo per l’Euro, a meno che i dati economici europei cambino drammaticamente prima di dicembre. Dopo dicembre, le cose potrebbero complicarsi con l’avvicinarsi di marzo e la BCE potrebbe cambiare posizione di 180 gradi. Nulla è inciso nella pietra, soprattutto se si parla di banche centrali. Ecco perchè non scommettiamo le nostre case sulle loro parole. Non mi aspetto grandi sorprese prima di dicembre e i numeri dell’inflazione e del PIL di oggi non cambiano nulla.
