La locomotiva sta prendendo velocità sulla strada
Prima della crisi finanziaria del 2008 il consumatore americano era il motore che spingeva avanti l’economia americana. Trascinava anche le altre economie del pianeta insieme ad essa. Sappiamo tutti quanto consumi una famiglia americana, quindi fornivano una grande domanda domestica e una grande domanda globale di importazione. Ecco perchè i rappresentanti delle economie emergenti, come Brasile, India, Turchia, Cina, Indonesia, ecc., hanno iniziato a implorare e maledire la FED quando stava per alzare i tassi d’interesse lo scorso dicembre.
Sì, il consumatore americano è una bestia, ma nell’ultimo decennio dalla crisi finanziaria globale è stato in letargo. Nei primi 2-3 anni dopo la crisi, il consumatore americano si è trattenuto perchè le persone stavano perdendo il lavoro, cosa che spaventava i consumatori. Dopodichè, il consumatore non era più spaventato, ma restava cauto perchè il futuro era molto incerto.
Ora, soprattutto negli ultimi mesi, il consumatore americano sta diventando molto fiducioso e il fatto che l’indicatore che lo riguarda abbia superato il livello 100 è un segnale forte. La disoccupazione è caduta sotto il livello naturale del 5% e gli stipendi iniziano a crescere. Sembra che la locomotiva, il consumatore americano, stia ingranando la marcia, ma la domanda è se il consumatore da solo sia abbastanza per ravvivare in pieno l’economia americana. Un’altra incognita in questa equazione è la parte del consumatore nell’economia globale un decennio dopo.
Nel 2008 la Cina era ancora la quarta o quinta economia mondiale. Inoltre, la quota delle altre economie emergenti era più piccola. La quota globale dell’economia USA è scesa, quasi dieci anni dopo, e così la quota del consumatore americano. Quindi, anche se questa locomotiva dell’economia globale corre a tutta velocità, avrà abbastanza forza motrice da trascinare tutti i vagoni con sè come faceva una volta? Il Giappone è in una fossa, l’Eurozona non riesce a organizzarsi e il Regno Unito si è appena scavato la fossa con Brexit. Forse la Cina si farà avanti con gli altri mercati emergenti.
