Ieri sera prima di andare a dormire ho controllato il calendario economico di oggi. Ho visto che il rilascio dei numeri dell’inflazione era in programma per oggi in mattinata e mi stavo chiedendo che impatto avrebbe avuto sul dollaro australiano. Nell’ultimo update di ieri abbiamo parlato della correlazione nel mercato forex, e l’economia cinese è strettamente correlata al dollaro australiano.
Quindi stamattina mi sono svegliato per vedere che entrambi gli indicatori dell’inflazione hanno battuto le aspettative. L’inflazione al consumatore (CPI: consumer price index) ha segnato un aumento dell’1.8% contro l’atteso 1.7%. L’inflazione al produttore è scesa dell’1.7%, che è minore del 2% atteso. Questo significa che i beni vengono venduti a un prezzo più alto dalle manifatture e dai grossisti cinesi, mentre le materie prime vengono vendute a prezzi più bassi.
Questo è positivo per l’economia cinese perchè l’aumento del margine di profitto dei produttori significa maggiore investimento e domanda di manodoper. che poi si traduce in stipendi più alti e così via. Ma il declino nelle materie prime che i produttori devono pagare non è una buona notizia per l’economia australiana, perchè dipende molto dall’esportazione in Cina di materie prime. AUD ha fatto una caduta di 40 pips dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione cinese.
